La Eiffel Eames è la storia del design

  • 19 luglio 2018

Un'icona è un oggetto, una forma, un personaggio che, per tutto ciò che rappresenta, racchiude in sé un intero immaginario. Un'icona trasmette la sua storia e il suo carattere semplicemente esistendo. È un simbolo, qualcosa di talmente facile da identificare che è impossibile non riconoscere. E la sedia DSW è esattamente questo. Un pezzo della storia del design mondiale del '900.

DSW è l'acronimo liberamente tratto da Dining Height Side Chair Wood Base, il lunghissimo nome con cui l'hanno battezzata nel 1950 i suoi due creatori, i coniugi Charles e Ray Eames. Charles aveva una preparazione incentrata sull'architettura, e una innata tendenza all'innovazione (la sua progettualità era tanto avanguardista che gli costò l'espulsione dalla Washington University); Ray era una pittrice. Assieme fondarono l'Eames Office, a Los Angeles.

La loro idea alla base della DSW chair era di unire materiali molto comuni ma anche molto differenti tra loro - come lo sono legno, plastica e metallo - e di creare un oggetto stilisticamente minimale. Una conchiglia di plastica, pezzo unico con la funzione di seduta e schienale, e quattro gambe lignee diritte e cilindriche. Le icone sono sempre cose semplici, immediate, istintivamente comprensibili. E quella sedia lo è sempre stata.

Le icone sono simboli diventati patrimonio universale, e così lo è diventata anche la DSW. In molti hanno reinterpretato con stili e approcci propri la sedia ideata dagli Eames nel loro studio di Los Angeles. Sperimentazioni portate avanti anche dai designer Cà Dovani. Per poggiare un nuovo strato di stile su un precedente, storico, strato di bellezza.